Il centro storico di Massafra affacciato sulla gravina verde, con un ponte ad arcate in pietra e la cupola del Duomo sotto un cielo nuvoloso
Il centro storico di Massafra affacciato sulla gravina verde, con un ponte ad arcate in pietra e la cupola del Duomo sotto un cielo nuvoloso. Foto: Floliva · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Massafra si capisce davvero solo camminandola. Arroccata sul margine della Murgia, a guardia della piana che scende verso il mare di Taranto, è una città di pietra chiara tagliata in due da una profonda gola carsica, la gravina di San Marco. Da una parte la Terra, il nucleo antico con il castello e le chiese più vecchie; dall'altra il Borgo di Santa Caterina, la città che è cresciuta nei secoli successivi. In mezzo, ponti vertiginosi, grotte scavate nel tufo e un patrimonio rupestre che le è valso il soprannome di Tebaide d'Italia, in ricordo dei deserti egiziani popolati da eremiti.

Il centro storico: vicoli, volte e scorci sulla gravina

Il modo migliore per cominciare è perdersi nella Terra, il cuore medievale della città. Le stradine si stringono, girano su se stesse, sbucano all'improvviso su un affaccio da cui si vede l'altra sponda della gravina. Qui la pietra è ovunque: nelle facciate, nelle scale esterne, nelle volte delle case basse. Non è un caso che Pier Paolo Pasolini, nel 1964, abbia scelto proprio questi scorci come scenografia per Cafarnao nel suo Il Vangelo secondo Matteo.

Tra le chiese del centro meritano una sosta l'antica Chiesa Madre di San Lorenzo Martire, costruita nel Cinquecento sopra una chiesa rupestre e consacrata nel 1582, e la chiesa di San Benedetto, con la sua facciata barocca, i cui lavori iniziarono nel 1710 e si conclusero nel 1765. Fuori dal nucleo più antico si alza il Duomo dell'Immacolata Concezione, un cantiere durato quasi ottant'anni, dal 1853 al 1931. Cercate anche la Torre dell'Orologio, voluta nel Settecento dalla famiglia Imperiale, che tenne il feudo per oltre un secolo.

Il castello, sentinella sul precipizio

Sul bordo della gravina, nella zona che i massafresi chiamano «lo Pizzo», si alza il castello. Le sue origini sono antichissime: la prima notizia attendibile risale al 970, e in epoca normanna fu fortificato da Riccardo Senescalco. Gli Angioini gli diedero l'aspetto di fortezza con bastioni e torri merlate, gli Aragonesi lo modificarono ancora e nel Settecento gli Imperiale ricostruirono la torre ottagonale e la facciata rivolta verso la gola. Oggi è di proprietà del Comune e vale la pena girarci intorno con calma, soprattutto per la vista che si apre sulla gravina e sull'abitato dall'altra parte.

La gravina di San Marco e i suoi ponti

La gravina di San Marco è la spina dorsale del paesaggio. Prende il nome dall'omonima chiesa rupestre e un tempo era chiamata «il Paradiso di Massafra», per gli orti terrazzati, gli agrumeti e i fichi d'India che ne riempivano il fondo. Sul versante sud-orientale si trova il villaggio rupestre di Santa Marina, un insieme di grotte abitate per secoli.

A unire le due metà della città sono i ponti alti sulle gravine. Il ponte Garibaldi collega la Terra al Borgo di Santa Caterina ed è il passaggio più frequentato; più a sud, il Ponte Vecchio regala lo scorcio più bello sul villaggio di Santa Marina e sulle grotte del versante opposto. Attraversarli a piedi, magari al tramonto, quando la pietra si scalda di arancio, è uno dei piccoli riti di chi soggiorna qui.

Chiese rupestri e santuario della Madonna della Scala

Il territorio di Massafra custodisce decine di chiese e cripte scavate nella roccia, molte delle quali conservano affreschi di epoca medievale. Tra le più note ci sono la Candelora, con la scena della Presentazione al Tempio che le dà il nome, la cripta di San Leonardo con i suoi affreschi di tradizione bizantina e la chiesa di Sant'Antonio Abate. Molte sono visitabili solo con visite guidate: conviene informarsi presso l'ufficio turistico cittadino.

Poco fuori dal centro, dentro un'altra gravina, si trova il santuario della Madonna della Scala, patrona della città. Si raggiunge scendendo una scalinata di 125 gradini e custodisce un antico affresco della Vergine. Poco più in basso, nel fondo della gola, si aprono le grotte della cosiddetta Farmacia del Mago Greguro, legate a una leggenda popolare sulle erbe medicinali.

Un consiglio per organizzare la visita

  • Prima mattina o tardo pomeriggio: la luce radente esalta la pietra e il caldo estivo è più sopportabile.
  • Scarpe comode: tra scalinate, vicoli in pendenza e sentieri di gravina si cammina parecchio.
  • Visite guidate: per le chiese rupestri chiuse al pubblico, chiedete in anticipo modalità e giorni sui canali ufficiali.

Massafra a portata di passo

Il bello di dormire nel centro storico è che tutto questo si raggiunge a piedi. Il Carrubo si trova proprio nel cuore della parte antica, a circa 600 metri dal castello, con la gravina e le prime chiese rupestri a pochi passi. Si esce al mattino, si rientra a metà giornata sotto le volte in pietra del monolocale, al fresco dell'aria condizionata, e si riparte nel pomeriggio per vedere i ponti con la luce migliore. Chi arriva in auto trova un parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri, in una piazzetta libera: la macchina resta lì, e Massafra si scopre come va scoperta, passo dopo passo.

Il centro storico fuori dalla porta

Il Carrubo è un monolocale open space con volte in pietra nel centro storico di Massafra: gravine e chiese rupestri a pochi passi, il castello a circa 600 metri, fino a 4 ospiti.