La gravina di San Marco ricoperta di vegetazione, tra muri di pietra e case del centro storico, con la cupola del Duomo e la piana sullo sfondo
La gravina di San Marco ricoperta di vegetazione, tra muri di pietra e case del centro storico, con la cupola del Duomo e la piana sullo sfondo. Foto: Photo2023 · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono città che hanno un fiume, altre una piazza o una cattedrale come centro di gravità. Massafra ha una gola. La gravina di San Marco attraversa l'abitato e lo divide in due metà ben distinte: a ovest la Terra, il nucleo antico raccolto attorno al castello; a est il Borgo di Santa Caterina, la città cresciuta nei secoli successivi. Chi arriva per la prima volta resta sorpreso: si cammina tra case e botteghe e, all'improvviso, la strada si affaccia su un vuoto di roccia, orti e grotte.

Che cos'è una gravina

Le gravine sono profonde incisioni carsiche scavate nel calcare dall'acqua nel corso di tempi lunghissimi. L'arco che va da Taranto verso la Murgia ne è pieno, e Massafra ne conta diverse nel suo territorio. La gravina di San Marco comincia nelle campagne a nord della città, nei pressi di Masseria Pantaleo, e scende costeggiando a est il centro storico. Il nome le viene dalla chiesa rupestre di San Marco, scavata nella roccia lungo le sue pareti.

Le pareti tenere e lavorabili della roccia hanno reso la gola un luogo ideale per abitare. Per secoli le grotte sono state case, stalle, laboratori, magazzini e luoghi di culto. Il risultato è un paesaggio in cui natura e mano dell'uomo si confondono: terrazzamenti, scale intagliate, nicchie, finestre aperte nella pietra.

Il «Paradiso di Massafra»

Un tempo i massafresi chiamavano questa gola «il Paradiso di Massafra». Il fondo e i fianchi erano coltivati a orti terrazzati e agrumeti, e i fichi d'India crescevano tra le rocce. Il riparo offerto dalle pareti permetteva coltivazioni rigogliose a pochi passi dalle case. Ancora oggi, guardando giù dai parapetti, si riconoscono i segni di quei giardini: muretti a secco, gradoni, alberi da frutto che resistono tra la vegetazione spontanea.

Il villaggio rupestre di Santa Marina

Sul versante sud-orientale della gravina si trova il villaggio rupestre di Santa Marina, uno dei luoghi più suggestivi della città. È un insieme di grotte disposte su più livelli, collegate da scalette e passaggi, che per secoli ha ospitato una comunità vera e propria. Qui si trova anche una cripta dedicata alla santa, con affreschi purtroppo molto danneggiati dal tempo. Gli studiosi del territorio hanno riconosciuto nel villaggio anche tracce della cultura longobarda che segnò l'alto Medioevo del Tarantino.

Osservare Santa Marina dall'alto aiuta a capire come vivevano gli abitanti delle gravine: le abitazioni rivolte verso il sole, i collegamenti verticali, gli spazi comuni ricavati nella roccia. È un'architettura «al contrario», scavata invece che costruita.

I ponti: tre modi di attraversare la gola

Per secoli superare la gravina significava scendere e risalire a piedi. Oggi a unire le due metà della città sono i ponti alti sul vuoto, diventati parte dell'identità di Massafra.

  • Il ponte Garibaldi collega la Terra al Borgo di Santa Caterina ed è quello che si attraversa più spesso passeggiando tra le due parti della città.
  • Il Ponte Vecchio, più a sud, è il collegamento storico tra il vecchio borgo e la città nuova e offre una delle viste migliori sul villaggio di Santa Marina.
  • Il terzo ponte, il più recente, scavalca la gravina di Santa Caterina e collega la zona di Sant'Oronzo con via La Rotonda.

Fermatevi a metà di ciascuno: da lassù la gravina mostra tutta la sua profondità, e guardando verso il castello sul ciglio della roccia si ha una delle immagini più belle della città.

Quando e come guardarla

La luce migliore arriva al mattino presto e nel tardo pomeriggio, quando il sole radente fa emergere le ombre delle grotte e scalda il colore della pietra. In primavera la vegetazione della gola è al massimo e i fianchi si riempiono di verde e di fiori spontanei. Alcuni tratti del fondo e del villaggio rupestre sono raggiungibili con percorsi e visite organizzate: prima di avventurarvi, informatevi sui canali ufficiali della città su accessibilità e modalità, perché sentieri e scalette in roccia richiedono attenzione e scarpe adatte.

A pochi passi dalla casa

La gravina di San Marco non è una gita fuori porta: è il paesaggio che si incontra uscendo di casa. Il Carrubo è nel centro storico di Massafra, a breve distanza dai bordi della gola e dai ponti, e a circa 600 metri dal castello. Il consiglio è semplice: concedetevi più di un passaggio, a orari diversi. La stessa gravina vista al mattino, a mezzogiorno e al tramonto sembra ogni volta un luogo nuovo, e rientrare poi sotto le volte in pietra del monolocale ha il sapore giusto, quello di una città che vive dentro la roccia da mille anni.

Il centro storico fuori dalla porta

Il Carrubo è un monolocale open space con volte in pietra nel centro storico di Massafra: gravine e chiese rupestri a pochi passi, il castello a circa 600 metri, fino a 4 ospiti.