Il ponte girevole di Taranto in ferro sul canale navigabile, con l'acqua turchese, le palme e i palazzi della città sullo sfondo
Il ponte girevole di Taranto in ferro sul canale navigabile, con l'acqua turchese, le palme e i palazzi della città sullo sfondo. Foto: Bernard Gagnon · CC0 · Wikimedia Commons

C'è una città che si guarda dall'acqua prima ancora che dalla strada. Taranto, a circa 18 km da Massafra, è stretta tra due mari: il Mar Grande, aperto verso il golfo, e il Mar Piccolo, un bacino interno più quieto. Nel mezzo, come una nave di pietra ormeggiata, c'è l'isola della Città vecchia. Per chi soggiorna nel centro storico di Massafra è la gita più naturale: si parte con calma dopo il caffè, si torna la sera con le gambe stanche e la testa piena di storia.

Come organizzare la giornata

Taranto si gira bene a piedi, una volta lasciata l'auto. Il consiglio è dividere la giornata in due metà: la mattina nella città nuova, dove si trova il Museo Archeologico Nazionale, e il pomeriggio sull'isola, tra il castello, la cattedrale e i vicoli. Il passaggio fra le due parti è già uno spettacolo, perché avviene attraversando il ponte girevole sul canale navigabile. Se viaggiate in estate, tenete per il pomeriggio inoltrato la passeggiata lungo il mare: la luce radente sulla pietra chiara è il momento più bello.

Il Museo MArTA: l'oro della Magna Grecia

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, per tutti il MArTA, si trova a circa 18 km da Massafra ed è stato fondato nel 1887. Ha sede nell'ex convento di San Pasquale, un edificio del Settecento, e custodisce una delle raccolte più importanti al mondo di reperti dell'epoca della Magna Grecia. Taranto era infatti l'antica Taras, colonia fondata dagli Spartani, e il museo ne racconta la vita quotidiana, i culti e i commerci.

Le sale si sviluppano su più livelli: al primo piano la sezione greca e romana, con sculture, vasi dipinti e corredi funerari; al secondo la preistoria, dal Paleolitico all'Età del bronzo. Il pezzo che tutti cercano è la collezione degli Ori di Taranto: diademi, orecchini, anelli e collane di una finezza che lascia senza parole. Calcolate almeno un paio d'ore senza fretta.

Il ponte girevole e il canale

Tra la città nuova e l'isola corre il canale navigabile che mette in comunicazione i due mari. Fu scavato nella sua forma attuale alla fine dell'Ottocento, sacrificando alcune torri della cinta muraria, e i lavori si conclusero nel 1887. Sopra passa il ponte girevole, simbolo della città: quando una nave deve entrare o uscire dal Mar Piccolo, le due metà del ponte ruotano e si aprono verso le sponde. Vederlo in movimento è un piccolo evento che richiama sempre curiosi lungo le ringhiere; le aperture dipendono dal traffico navale, quindi prendetela come una fortuna, non come un appuntamento.

Il Castello Aragonese

Proprio accanto al ponte, a guardia del canale, sorge il Castello Aragonese, anch'esso a circa 18 km dalla casa. La struttura che vediamo oggi fu realizzata tra il 1486 e il 1492 per volere di Ferdinando I di Napoli, su progetto dell'architetto militare Francesco di Giorgio Martini: torrioni bassi e massicci, pensati per resistere all'artiglieria che in quegli anni cambiava il modo di fare la guerra. Il castello appartiene alla Marina Militare, che ne cura le visite guidate; dentro si incontrano la cappella di San Leonardo e i camminamenti affacciati sul mare. Prima di partire controllate sul sito ufficiale le modalità di accesso.

La Città vecchia e la Cattedrale di San Cataldo

Superato il castello, si entra nell'isola. La Città vecchia è un intreccio di vicoli stretti, archi, scalinate e palazzi nobiliari, con scorci improvvisi sull'uno o sull'altro mare. In piazza Castello restano due colonne doriche di un antico tempio greco, tra le testimonianze più antiche della città.

Il cuore spirituale dell'isola è la Cattedrale di San Cataldo, a circa 17 km da Massafra, considerata la più antica cattedrale della Puglia. La prima chiesa fu costruita dai Bizantini nella seconda metà del X secolo; l'impianto attuale risale all'età normanna, alla fine dell'XI secolo. Dentro, le navate sono divise da colonne tutte diverse tra loro, molte recuperate da edifici più antichi. La facciata è barocca, del 1713, e barocco è anche lo splendido cappellone dedicato al santo patrono, rivestito di marmi policromi, con la cupola affrescata da Paolo De Matteis e la statua d'argento di San Cataldo. Scendete anche nella cripta, con i suoi frammenti di affreschi medievali.

Qualche consiglio pratico

  • Scarpe comode: nella Città vecchia si cammina molto e la pietra può essere scivolosa.
  • In estate portate acqua e un cappello, soprattutto nelle ore centrali.
  • Per museo e castello verificate sempre aperture e modalità di visita sui canali ufficiali prima di partire.
  • Nelle chiese è richiesto un abbigliamento rispettoso.

Il ritorno a Massafra

La strada del ritorno è breve, e al tramonto le gravine attorno a Massafra si tingono di rosa. Arrivati in paese, il parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri dalla casa permette di lasciare l'auto senza pensieri. A Il Carrubo vi aspettano le volte in pietra e l'aria condizionata dopo una giornata al sole: il modo più semplice per chiudere un giorno tra due mari è una cena preparata con calma nell'angolo cottura, magari con qualcosa comprato al mercato, e il racconto di ciò che si è visto.

Il centro storico fuori dalla porta

Il Carrubo è un monolocale open space con volte in pietra nel centro storico di Massafra: gravine e chiese rupestri a pochi passi, il castello a circa 600 metri, fino a 4 ospiti.