Veduta dall'alto della Gravina di Laterza: pareti di roccia calcarea chiara e il canyon interamente coperto da un fitto bosco verde con macchie autunnali
Veduta dall'alto della Gravina di Laterza: pareti di roccia calcarea chiara e il canyon interamente coperto da un fitto bosco verde con macchie autunnali. Foto: FrDr · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Massafra per la prima volta resta colpito da un dettaglio: la città sembra sospesa sul vuoto. Il centro storico si affaccia su profonde spaccature nella roccia, le gravine, che qui sono di casa. Ma Massafra è solo una delle porte di un territorio molto più vasto, protetto da un parco regionale che custodisce uno dei paesaggi più originali del Sud Italia: il Parco naturale regionale Terra delle Gravine.

Che cos'è il Parco Terra delle Gravine

Il parco è stato istituito dalla Regione Puglia con la legge regionale n. 18 del 2005 e si estende per oltre 25.000 ettari, tutti a terra. Abbraccia quattordici comuni, quasi tutti in provincia di Taranto: tra questi Massafra, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Mottola, Palagiano, Palagianello, Crispiano, Statte, Grottaglie e Martina Franca. È un mosaico di altopiani, boschi, uliveti e soprattutto di canyon carsici, scavati nel corso di millenni dall'acqua che dalla Murgia scende verso il mare Ionio.

Le gravine non sono solo natura. Sulle loro pareti l'uomo ha vissuto per secoli: grotte trasformate in case, villaggi rupestri, chiese scavate nella roccia e decorate con affreschi. Visitarle significa attraversare insieme geologia, storia e spiritualità.

Le gravine principali

  • Gravina di Laterza: la più imponente, lunga circa 12 km, profonda in alcuni punti oltre 200 metri e larga più di 400. Dal 1999 ospita un'oasi della LIPU dedicata alla tutela degli uccelli.
  • Gravina di Castellaneta: profonda e spettacolare, lambisce il paese che sembra aggrappato al suo ciglio.
  • Gravina di Ginosa: avvolge l'abitato con le sue grotte e i suoi antichi rioni scavati nella roccia.
  • Gravina di Palagianello: dominata dal castello, con un villaggio rupestre e diverse chiese in grotta.
  • Gravine di Massafra: la gravina di San Marco, che attraversa il centro abitato e un tempo era chiamata "il Paradiso di Massafra" per la sua vegetazione; la gravina della Madonna della Scala, lunga circa 4 km, con il santuario della patrona; e la gravina di Santa Caterina, a sud della città.
  • Gravine di Leucaspide e di Riggio, meno note ma di grande fascino, nel territorio tra Statte e Grottaglie.

La flora: un giardino mediterraneo

La varietà di ambienti, dal ciglio assolato al fondo umido e ombroso, crea una ricchezza botanica sorprendente. Sulle pareti e sui versanti crescono il leccio, il pino d'Aleppo, il corbezzolo, il frassino e l'acero selvatico. E tra gli alberi tipici del parco c'è anche il carrubo, l'albero dalle grandi foglie lucide e dai baccelli scuri che da sempre accompagna il paesaggio rurale pugliese.

Nel sottobosco e lungo i sentieri si incontrano asparago selvatico, caprifoglio, ciclamini, biancospino e rose selvatiche, mentre in primavera fioriscono numerose orchidee spontanee. Vicino agli antichi insediamenti rupestri resistono il melograno, il cotogno e il fico d'India, ricordo degli orti di chi abitava le grotte.

La fauna: il regno dei rapaci

Le pareti verticali delle gravine sono un rifugio perfetto per gli uccelli rapaci. Qui nidificano il falco lanario, il grillaio, il gheppio, il nibbio bruno, la poiana e il biancone. Il simbolo più prezioso è il capovaccaio, piccolo avvoltoio bianco oggi molto raro, al centro di progetti di conservazione. Di notte si muovono il gufo reale, il barbagianni, la civetta e l'assiolo, mentre il corvo imperiale volteggia tra le pareti.

Le grotte ospitano colonie di pipistrelli, come rinolofi e miniotteri. Nelle pozze e nei piccoli corsi d'acqua vivono anfibi come l'ululone dal ventre giallo, il tritone italico e la raganella italiana. Tra i mammiferi si contano la volpe, il tasso, l'istrice, il riccio, la faina e il cinghiale, e tra i rettili la testuggine comune, il cervone e il colubro leopardino.

Come vivere il parco con rispetto

Il parco si scopre soprattutto a piedi, lungo i sentieri segnalati che costeggiano i cigli o scendono sul fondo dei canyon. Le stagioni migliori sono la primavera e l'autunno; d'estate conviene camminare all'alba. Valgono le regole di ogni area protetta: non raccogliere piante, non disturbare gli animali, riportare a casa i propri rifiuti.

Il bello di soggiornare nel centro storico di Massafra è che le prime gravine sono a pochi passi: si esce di casa e, in breve, si è già sul ciglio della roccia. Dopo una giornata tra canyon e macchia mediterranea, ritrovare il fresco delle volte in pietra, a Il Carrubo, è il modo migliore per ripensare a quello che si è visto, magari già progettando la prossima escursione.

Massafra e le sue gravine dalla porta di casa

Un monolocale open space nel centro storico, a pochi passi dalle gravine e dalle chiese rupestri e a circa 600 metri dal castello medievale.