Carro allegorico in cartapesta con grandi caricature, onde blu, fichi d'India e una chiesa con cupola sotto il cielo azzurro
Carro allegorico in cartapesta con grandi caricature, onde blu, fichi d'India e una chiesa con cupola sotto il cielo azzurro. Foto: Photo2023 · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

A Massafra il Carnevale non si guarda: si vive. Per settimane, nei capannoni dove lavorano i cartapestai, prendono forma figure enormi che poi, nei giorni di festa, attraversano la città tra musica, coriandoli e gruppi mascherati. È la manifestazione più attesa dell'anno, quella che riempie le strade e richiama visitatori da tutta la provincia di Taranto, e porta con sé un motto che dice tutto: tutti protagonisti, nessuno spettatore.

Dalle feste di gennaio alla finta corrida

Le radici del Carnevale massafrese sono antiche e legate al calendario contadino. Un tempo la stagione delle maschere si apriva il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio abate, quando si benedicevano gli animali, e proseguiva con una serie di festini la domenica e il giovedì. Ogni giovedì aveva un nome preciso: quello dei monaci, quello dei preti, quello degli sposati e infine il Giovedì dei Pazzi, che ancora oggi è un appuntamento di ballo e musica in piazza.

Il Carnevale moderno nasce invece da uno scherzo. Nei primi anni Cinquanta alcuni giovani annunciarono con dei manifesti una corrida: il giorno stabilito sfilò un corteo con un toro di cartapesta portato da due ragazzi, un torero, un veterinario e dei picadores a cavallo di manici di scopa. L'anno dopo si tenne il primo concorso a premi per i gruppi mascherati e nel 1953 arrivò la prima edizione ufficiale, con la sfilata dei carri. Da allora la tradizione non si è più fermata e conta ormai oltre settanta edizioni.

I carri allegorici: l'arte della cartapesta

Il cuore della festa sono i carri allegorici in cartapesta, costruzioni monumentali che possono superare i venti metri di altezza. Nascono da un lavoro paziente che dura mesi: si modellano le forme in creta, si ricavano i calchi in gesso e poi si stendono strati su strati di carta di giornale incollata con una semplice colla di acqua e farina. Alla fine arrivano i colori, vivaci e lucidi, e i movimenti che fanno ruotare teste, braccia e occhi al passaggio del carro.

I temi spaziano dalla satira politica e di costume alla fantasia pura: personaggi famosi trasformati in caricature, mostri marini, castelli, favole. Accanto ai carri sfilano i gruppi mascherati, con coreografie e costumi preparati per tutto l'inverno da associazioni, quartieri e famiglie. È questa partecipazione corale, più ancora delle dimensioni dei carri, a rendere il Carnevale di Massafra così sentito.

Gibergallo e lu Pagghiùsë, le maschere della città

Massafra ha anche le sue maschere ufficiali, riconosciute nel 2008. Gibergallo nasce negli anni Settanta: veste un frac nero su una maglia a strisce gialle e rosse, ha il trucco da clown e porta con sé un gallo al guinzaglio. Lu Pagghiùsë è una figura a metà tra il menestrello, il giullare e il contadino, con la bisaccia a tracolla e il cupa-cupa, il tamburo a frizione della tradizione popolare pugliese. Due personaggi che raccontano, con ironia, l'anima rurale e scanzonata della città.

Come si svolgono le sfilate

Le sfilate dei carri si tengono di solito la domenica e il martedì che precedono il Mercoledì delle Ceneri, a volte con giornate aggiuntive, e l'accesso è gratuito. Il corteo parte dalla zona dello stadio e percorre via Magna Grecia e corso Roma fino a piazza Vittorio Emanuele, per poi tornare indietro lungo lo stesso itinerario. Il pomeriggio e la sera sono i momenti migliori: le luci si accendono, la musica sale di volume e la folla accompagna i carri passo dopo passo.

Qualche consiglio pratico per godersi la festa:

  • arrivate con anticipo per trovare un buon punto lungo corso Roma o in piazza;
  • vestitevi a strati: a febbraio le serate sono fresche anche in Puglia;
  • lasciate l'auto e muovetevi a piedi, perché nei giorni di sfilata molte strade sono chiuse al traffico;
  • non dimenticate di assaggiare le chiacchiere, il dolce fritto che non manca mai in questo periodo.

Le date cambiano ogni anno perché seguono il calendario della Pasqua, e il programma (numero dei carri, gruppi in gara, eventi collaterali) viene definito di edizione in edizione: prima di partire verificate sempre date e programma sui canali ufficiali del Comune di Massafra e degli organizzatori.

Vivere il Carnevale dal centro storico

Dormire nel centro storico, nei giorni di Carnevale, significa avere la festa a portata di passeggiata e un rifugio tranquillo dove rientrare a fine serata. Il Carrubo, in via Grognolo, è un ampio monolocale al piano terra con soffitti a volta in pietra, a circa 600 metri dal Castello: fino a quattro ospiti possono rientrare dopo la sfilata, preparare qualcosa di caldo nell'angolo cottura e ripartire il giorno dopo per un altro giro tra i carri. Il parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri vi permette di lasciare l'auto e dimenticarla per tutto il weekend.

Dopo la festa, le volte in pietra di casa

Un monolocale al piano terra nel cuore di Massafra, con letto matrimoniale large e divano letto, angolo cottura attrezzato e bagno privato: la base per vivere le tradizioni della città.