Il grande cortile lastricato del Palazzo Ducale di Martina Franca, chiuso da facciate in pietra chiara con file di finestre, sotto un cielo blu intenso
Il grande cortile lastricato del Palazzo Ducale di Martina Franca, chiuso da facciate in pietra chiara con file di finestre, sotto un cielo blu intenso. Foto: Ferdi2005 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Quando arriva il caldo vero, a Martina Franca la sera ha un suono particolare. Dalle finestre aperte del centro storico, tra luglio e agosto, si sentono le prove di un'orchestra, le voci dei cantanti che si scaldano, il brusio del pubblico che si avvia verso il Palazzo Ducale. È il Festival della Valle d'Itria, uno degli appuntamenti lirici più originali d'Italia, che si svolge ogni estate a circa 27 km da Massafra.

Un festival nato da un gruppo di appassionati

Il festival nasce nel 1975 per iniziativa di un gruppo di appassionati di musica guidati da Alessandro Caroli, che ne fu il primo presidente. Il progetto trovò il sostegno dell'allora sindaco Franco Punzi e di Paolo Grassi, figura centrale della cultura italiana del Novecento e allora sovrintendente del Teatro alla Scala. Da quell'idea, nata in una cittadina della Murgia, è cresciuta una rassegna che ha superato il mezzo secolo di vita e che richiama ogni anno critici e melomani da tutta Europa.

Fondamentale, nei primi decenni, fu il contributo di Rodolfo Celletti, grande studioso della vocalità e del belcanto, che come direttore artistico diede al festival l'impronta che lo distingue ancora oggi. A lui è intitolata l'Accademia del Belcanto, promossa dalla Fondazione Paolo Grassi in collaborazione con il festival: qui giovani cantanti e pianisti si formano e fanno esperienza sul palcoscenico accanto agli artisti delle produzioni.

Opere rare e belcanto: cosa aspettarsi

Chi arriva a Martina Franca aspettandosi i soliti titoli di repertorio resterà sorpreso, e quasi sempre in positivo. La vocazione del festival è la riscoperta: opere dimenticate o raramente eseguite, dal Seicento di Monteverdi fino al primo Ottocento romantico, versioni originali ed edizioni critiche, prassi esecutive ricostruite con cura. Ampio spazio è dato alla scuola musicale napoletana, con un'attenzione speciale ai compositori pugliesi, e alle tracce del belcanto italiano nelle opere di autori stranieri.

Questo non significa che i grandi titoli siano esclusi: capita che il festival proponga anche opere celebri, ma sempre con uno sguardo nuovo, magari nella versione voluta dall'autore e poi dimenticata. Per l'ascoltatore curioso è l'occasione di sentire musica che altrove non si ascolta quasi mai.

Il cortile del Palazzo Ducale

Il cuore del festival è il Palazzo Ducale di Martina Franca, iniziato nella seconda metà del Seicento per volontà del duca Petracone Caracciolo e oggi sede del Municipio. Il suo ampio cortile lastricato, chiuso da facciate di pietra chiara, si trasforma per qualche settimana in un teatro all'aperto: si costruisce il palco, si montano le luci, si sistemano le sedute. Assistere a un'opera sotto il cielo d'estate, con le stelle sopra le quinte e l'aria che rinfresca dopo il tramonto, ha un fascino che nessuna sala chiusa può dare.

Accanto alle produzioni d'opera, il programma comprende di solito concerti, recital e appuntamenti in altri luoghi della città e della campagna intorno, spesso in cornici storiche suggestive.

Consigli per lo spettatore

  • Prenotate per tempo: le serate più attese si riempiono rapidamente.
  • Portate un golfino leggero: anche in piena estate, a Martina Franca la sera può fare fresco.
  • Arrivate con anticipo per fare due passi nel centro storico barocco prima dello spettacolo.
  • Le date, i titoli e il programma cambiano ogni anno: verificate sempre sul sito ufficiale del festival prima di organizzare il viaggio.

Una settimana tra opera e borghi

Il festival si presta bene a un soggiorno di qualche giorno: si dedica la mattina ai borghi della valle e al mare ionico, il pomeriggio al riposo, la sera allo spettacolo. Martina Franca si raggiunge in auto in meno di un'ora, e dopo l'ultimo applauso la strada del ritorno è tranquilla.

A Il Carrubo, nel centro storico di Massafra, l'aria condizionata rende piacevole il monolocale anche nelle giornate più calde, e il parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri rende semplice rientrare a notte fonda. Il consiglio pratico è di scegliere le serate del festival prima di fissare il viaggio: così il resto della vacanza si costruisce attorno alla musica.

Dopo la festa, le volte in pietra di casa

Un monolocale al piano terra nel cuore di Massafra, con letto matrimoniale large e divano letto, angolo cottura attrezzato e bagno privato: la base per vivere le tradizioni della città.