Statua della Madonna col Bambino incoronati, con abito chiaro ricamato in oro, tra drappi rossi e blu e fiori, all'interno di una chiesa con organo
Statua della Madonna col Bambino incoronati, con abito chiaro ricamato in oro, tra drappi rossi e blu e fiori, all'interno di una chiesa con organo. Foto: Nicola Fabio Assi · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A Massafra la fede ha la forma della pietra. Le gravine che abbracciano la città custodiscono chiese scavate nella roccia, affreschi bizantini e santuari raggiungibili solo a piedi, scendendo gradino dopo gradino. Non sorprende allora che le feste religiose, qui, siano molto più di un appuntamento in calendario: sono momenti in cui la comunità si ritrova, le strade si riempiono e le tradizioni passano da una generazione all'altra. Massafra ha due patroni, la Madonna della Scala e San Michele Arcangelo, e attorno a loro ruota buona parte dell'anno religioso cittadino.

La Madonna della Scala, patrona dal 1776

Il legame più antico e più sentito è quello con la Madonna della Scala, proclamata patrona della città con una bolla papale nel 1776. Il suo santuario sorge sul fondo della gravina omonima, sul fianco orientale del grande solco che delimita l'abitato, e si raggiunge con una scalinata di 125 gradini, oggi affiancata anche da un ascensore. Scendere a piedi, però, resta il modo più bello per arrivarci.

All'origine del culto c'è una leggenda che risale al Trecento, il Miracolo delle Cerve. Si racconta che due cerve, inseguite dai cacciatori, si fermarono e si inginocchiarono in un punto preciso della gravina; lì, tra la vegetazione, fu ritrovato un affresco della Vergine con il Bambino. Quell'immagine di tradizione bizantina è ancora oggi il cuore del santuario, custodita su un blocco di pietra calcarea dentro l'altare maggiore settecentesco, e le cerve sono diventate un simbolo inseparabile dalla Madonna di Massafra.

Nel calendario cittadino il giorno dedicato alla patrona è il 20 febbraio. È una ricorrenza che cade in pieno inverno, spesso a ridosso del Carnevale, e che si vive soprattutto nelle chiese e al santuario, con celebrazioni e momenti di preghiera molto partecipati.

San Michele Arcangelo e la festa di fine settembre

Il secondo patrono è San Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre. La festa di fine settembre è quella che più assomiglia alle grandi feste patronali del Sud: una novena che prepara la ricorrenza nei giorni precedenti, le messe solenni, la processione con il simulacro del santo portato a spalla lungo le vie principali della città, accompagnato dalla banda. Nelle edizioni passate il programma ha incluso anche l'accensione delle luminarie, concerti bandistici e momenti civili in cui l'amministrazione cittadina rende omaggio al patrono.

Negli stessi giorni Massafra festeggia anche i Santi Medici Cosma e Damiano, con un programma che negli anni ha affiancato quello di San Michele: fine settembre diventa così un periodo di festa diffusa, con il centro storico animato fino a sera. Il clima, ancora mite, rende piacevoli le passeggiate tra le bancarelle e lungo il percorso della processione.

Le altre feste religiose dell'anno

Accanto alle feste patronali, il calendario religioso di Massafra conserva altre ricorrenze legate alla vita contadina e alla devozione popolare:

  • Sant'Antonio abate, il 17 gennaio: è il giorno della tradizionale benedizione degli animali presso la chiesa dedicata al santo. Un tempo questa data segnava anche l'inizio della stagione di Carnevale.
  • San Giuseppe: a marzo le tavole si riempiono di zeppole, il dolce che accompagna la festa in tutta la Puglia.
  • Pasqua: tra i dolci tipici ci sono le piccole pecorelle di pasta di mandorla, che le famiglie preparano o regalano in questi giorni.
  • Natale: le gravine diventano lo scenario naturale per presepi e rappresentazioni della Natività, mentre in casa si preparano carteddàte, pettole e cupeta.

Le date liturgiche sono fisse, ma programmi, orari delle processioni ed eventi collaterali cambiano ogni anno: prima di organizzare il viaggio verificate sempre date e programma sui canali ufficiali del Comune di Massafra, delle parrocchie e della Diocesi di Castellaneta.

Vivere le feste da vicino

Il modo migliore per vivere una festa patronale è starci dentro: uscire la sera per vedere passare la processione, fermarsi ad ascoltare la banda, scendere con calma i gradini del santuario in una mattina tranquilla. Il Carrubo si trova nel cuore del centro storico, a circa 600 metri dal Castello e a breve distanza dalle gravine: un monolocale al piano terra con soffitti a volta in pietra, ingresso a piano strada e self check-in, comodo per rientrare a qualsiasi ora dopo una giornata di festa. Lasciate l'auto nel parcheggio pubblico gratuito a circa 50 metri e godetevi Massafra a piedi, come fanno i massafresi nei loro giorni più belli.

Dopo la festa, le volte in pietra di casa

Un monolocale al piano terra nel cuore di Massafra, con letto matrimoniale large e divano letto, angolo cottura attrezzato e bagno privato: la base per vivere le tradizioni della città.